Riccione e dintorni
Riccione, la Perla Verde dell’Adriatico, ha fatto la sua storia e il suo successo grazie all’arte dell’ospitalità, del mangiare genuino tipico romagnolo, delle sue strutture balneari ben organizzate, dei locali alla moda e del divertimento puro, con strutture ricettive che vanno dagli alberghi e hotel a conduzione familiare a quelli più formali e trendy.
Riccione non è solo vacanza al mare, spiaggia, tradizione di ospitalità e buona cucina tipica romagnola, ma offre tantissime altre opportunità per rendere il vostro soggiorno il più vario ed originale possibile. Ma se da una parte grazie alle discoteche Riccione è da sempre la capitale del divertimento per giovani, dall’altra viene rivalutato l’entroterra romagnolo che con i suoi sapori ed i colori della Romagna ha una vasta scelta di gite ed escursioni nell'entroterra della Provincia di Rimini anche in bicicletta.
Riccione offre tantissime altre opportunità per essere sempre al passo con i tempi: vacanze per famiglie con bambini grazie ai Parchi Tematici, ricettività per un turismo congressuale grazie al Palazzo dei Congressi di Riccione, alberghi e hotel a 2 stelle Riccione per un turismo più giovane e dinamico, e infine vacanze per coloro che sono più attenti al territorio romagnolo e al suo entroterra che attraverso escursioni ben organizzate può essere visitato in tutta facilità.
Per chi vuole coniugare una piacevole vacanza al mare di Riccione e scoprire le ricchezze e le bellezze dell’entroterra romagnolo, la Valconca è una parte fondamentale della storia della Provincia di Rimini.
I comuni che fanno parte della Valconca sono: Gemmano, Mondaino, Monte Colombo, Montefiore Conca, Montegridolfo, Montescudo, Morciano di Romagna, Saludecio e San Clemente.
Ci sono però anche altre realtà interessanti a cui non si può rinunciare, come ad esempio: San Leo, Verucchio, Coriano, Gradara, San Marino e altri comuni che lasciamo a voi il gusto di scoprire.
Ecco allora alcuni suggerimenti di gite ed escursioni nell’entroterra della Provincia di Rimini.
GEMMANO
Gemmano rappresenta natura incontaminata della Signoria dei Malatesta, meta ideale per chi ama il verde, luogo ideale per escursioni e vacanza in campagna. Infatti le colline sono varie, rigogliose di vegetazione selvatica e campi coltivati.
Le Grotte di Onferno e la Riserva naturale rappresentano un patrimonio unico nel Riminese, di rilievo regionale e per molti aspetti nazionale, interessantissimo da conoscere quanto facile e divertente da visitare.
Patrono di Gemmano: San Sebastiano 20 gennaio.
MONDAINO
Dove un tempo pascolavano i daini e sorgeva un tempio dedicato a Diana (Dea della caccia e protettrice delle selve), nacque un paese, Mondaino, sull’alta collina della media Valconca.
Divenne un borgo fortificato, un caposaldo della Signoria dei Malatesta a confine con il ducato di Urbino dei Montefeltro.
Il famoso Palio del Daino ci riporta ogni anno al passato di Mondaino, con mura e porte fortificate, una potente rocca e il suo paese, infatti Mondaino resta uno dei principali paesi della vallata per la sua bella piazza semicircolare ottocentesca, qualche palazzo nobiliare e le sue architetture.
Patrono di Mondaino: San Michele Arcangelo 29 settembre.
MONTE COLOMBO
Monte Colombo,come tutti gli altri castelli malatestiani della Valconca, si trova su una collina che domina il corso del fiume e la pianura sottostante, mantenendo una certa armonia, notevoli, infatti, sono le campagne con grandi vigneti e uliveti. Il centro storico contornato da ampi spazi verdi ha conservato molti tratti del borgo fortificato.
Evidenti le testimonianze dell’appartenenza del castello al sistema difensivo di questa parte della Signoria malatestiana esposta agli attacchi provenienti dall’alta Valconca.
Con la vicinissima Montescudo doveva formare una solida barriera protettiva posta su questo crinale che una volta conquistato consentiva di procedere veloci verso la pianura riminese. E’ difficile in realtà ricostruire con esattezza tutta la rete difensiva malatestiana che in questo territorio vedeva insediamenti fortificati sparsi a breve distanza su tutto il territorio.
Patrono di Monte Colombo: San Martino 11 novembre.
MONTEFIORE CONCA
A Montefiore Conca si respira un’aria particolare. L’imponente rocca con le sue linee severe, si scorge sin dal mare, i boschi e le campagne circondano il centro storico, le botteghe di artigiani, gli antichi rituali, la vista dei monti dell’Appennino e di tutta la costa romagnola contribuiscono a creare un bell’equilibrio tra storia e natura.
Capitale medioevale della Vallata del Conca è uno dei paese della Signoria più integri e affascinanti ricca di testimonianze del passato: reperti dell’Età del Ferro sul Monte Faggeto, gran quantità di reperti risalenti all’epoca Romana nel Pian di San Pietro e soprattutto testimoniante del periodo medioevale e dei Malatesta.
La Rocca risale alla metà del 1300, nel 1377 nacque tra le sue mura Galeotto Malatesta detto Belfiore, nel 1432 Sigismondo Pandolfo la volle ancora più forte migliorando le difese e favorendo lo sviluppo di tutto il paese. Dopo gli splendori malatestiani che videro il sorgere di monasteri, palazzi, chiese e il crescere di una ricca comunità, Montefiore abbandona il proprio ruolo di potere sulla valle e diviene pian piano attraverso i secoli quel tranquillo ma ancor vivace paese che è oggi.
Patrono di Montefiore Conca: San Paolo 25 gennaio.
MONTEGRIDOLFO
Montegridolfo è chiuso da una porta d’epoca medievale e negli ultimi anni ha subito un’opera integrale e accurata di restauro. A breve distanza tra loro troviamo una schiera di castelli necessari alla difesa della Signoria dei Malatesta rispetto al ducato di Urbino.
Anticamente il luogo era chiamato Monte Lauro, pare per le tante piante di alloro che ricoprivano questo bel colle. L’origine del nome nuovo, invece, ha due opinioni: da un lato si pensa alla famiglia Gridolfi che visse nel borgo per un certo periodo nel 1200, dall’altra che derivi dalla parola di origine germanica che significa sterposo.
A seguito di lotte territoriali e scontri armati tra i Malatesta e i Montefeltro e lotte interne alla casata malatestiana, nel 1336 Ferrantino per aspre contese con il parentado fa addirittura distruggere il castello che però viene ricostruito qualche anno dopo da Galeotto Malatesta. Dopo i Malatesta se ne impossessano i Borgia (1502) e poi la Repubblica di Venezia, passando infine, sotto il governo della Chiesa seguendo la sorte di tutti gli altri castelli di questa parte della Signoria.
Patrono di Montegridolfo: San Rocco 16 agosto.
MONTESCUDO
Immersa nel verde e in posizione collinare è a 386 metri sopra il livello del mare nella Valle del Conca.
Distande 16 km dalla riviera romagnola, gode di un’ottima vista, facilmente raggiungibile da Rimini, Cattolica, Riccione.
L’economia del paese si basa sull’agricoltura e nel Museo Etnografico di Valliano di Montescudo sono raccolti attrezzi agricoli, oggetti e tutto ciò che faceva e fa ancora parte della cultura del territorio.
MORCIANO DI ROMAGNA
Morciano di Romagna è il maggiore centro di commerci e servizi della valle del conca, cittadina di antiche origini che ha però avuto un maggiore sviluppo negli ultimi 100/150 anni.
La Fiera di San Gregorio è una delle più importanti sia del Riminese che di tutta la Romagna, ai piedi delle colline e all’incrocio delle diverse strade che portano verso la pianura.
I romani hanno lasciato reperti sparsi in tutta la campagna: fattorie, ville, insediamenti.
Intorno all’Abbazia di San Gregorio, un monastero fondato da San Pier Damiani nel 1061, si svilupparono i primi importanti mercati e le prime fiere, poi trasferitesi nel borgo nato su un poggio che appena si alza sul fiume Conca.
Patrono di Morciano di Romagna: San Michele Arcangelo 29 settembre.
SALUDECIO
Saludecio si trova su un colle della Valconca, roccaforte malatestiana a difesa della vicina Urbino dei Montefeltro. I suoi vicoli, strade e palazzi ricorda ancora la sua struttura medievale
Una grande chiesa domina la piazza, le mura sono circondate da viali alberati e giardini ben curati, le vie interne si animano durante l’estate grazie ad una serie di rassegne e festeggiamenti famosi.
Nel XIII secolo vive a Saludecio un personaggio che darà fama al paese in tutte le terre circostanti: il Beato Amato Ronconi, figura religiosa molto importante, anche ai tempi nostri, nella devozione popolare. Come tutti gli altri castelli della zona, Saludecio vede le dispute continue tra Malatesta e Montefeltro, e quindi risalgono all’epoca i grandi lavori (secoli XIII, XIV, XV) per la costruzione di una rocca e di una vasta e forte cinta muraria in cui resta armoniosamente racchiuso il centro storico. Oggi agricoltura e turismo sono le due carte che Saludecio gioca per confermarsi uno dei luoghi privilegiati della Signoria Malatestiana.
Patrono di Saludecio: Beato Amato Ronconi 8 maggio.
SAN CLEMENTE
E’ un piccolo paese con un grande territorio con campagne ricche e borghi rurali. Il vino Sangiovese di San Clemente è riconosciuto come uno dei migliori della produzione romagnola. Anche San Clemente ha avuto una propria parte nella Signoria dei Malatesta: queste non sono zone di confine e in epoca malatestiana erano relativamente tranquille, per cui le fortificazioni non assumevano la stessa importanza e potenza che hanno altrove, ma centro risente in modo molto evidente della struttura difensiva.
Patrono di San Clemente: San Clemente 23 novembre
SAN LEO
San Leo, detta Montefeltro, è situata nella Val Marecchia, su un enorme masso roccioso invalicabile e vi si accede per un'unica strada tagliata nella roccia. Il panorama che si gode da San Leo è uno dei più belli e caratteristici della regione la vista spazia sui monti circostanti dalla vallata del Marecchia al mare.
Sulla punta più alta dello sperone si eleva l'inespugnabile Forte, rimaneggiato da Francesco di Giorgio Martini, nel XV secolo, per ordine di Federico lll da Montefeltro. L'antichissima città che fu capoluogo (dall'origine alla fine) della contea di Montefeltro e teatro di battaglie civili e militari per circa due millenni, assunse con Berengario II il titolo di Capitale d'ltalia (962-964). S. Leone (sec. IV d.C.) ne fu l'evangelizzatore.
La città ospitò Dante e S. Francesco d'Assisi, che qui ricevette in dono il Monte della Verna dal Conte Orlando di Chiusi nel Casentino (1213). Si conserva ancora la stanza ove avvenne il colloquio fra i due uomini.
Nel forte, trasformato in prigione durante il dominio pontificio, furono rinchiusi il Conte di Cagliostro, che vi morì nel 1795, e Felice Orsini (1844).
VERUCCHIO
Verucchio si erge nella bassa Valle del Marecchia, al confine con la storica regione del Montefeltro e con la più antica Repubblica del mondo, San Marino.
La sua formazione, insieme al Monte Titano, a Montebelllo, a San Leo,al Monte Montone, e al Sasso di Simone e Simoncello, deriva dall’orogenesi appenninica assestatasi definitivamente nel Pliocene superiore (circa 3 milioni di anni fa).
Il territorio è stato profondamente segnato dalla presenza del fiume Marecchia, che un tempo era veramente un “piccolo mare”, sulle cui sponde sorgevano numerosi mulini, si coltivava addirittura il riso e si delimitavano le zone di pesca, spesso vendute dagli appaltatori al miglior offerente.
Le tre sorgenti del fiume Marecchia sgorgano nei pressi della via Maggio (Maggiore), che collega da secoli la Romagna alla valle Tiberina; il paesaggio conserva ancora le tracce lasciate dalle popolazioni che lo hanno reso un protagonista di primo piano dalla storia italiana (e non solo).
Sono visibili resti di epoca villanoviano-etrusca nelle numerose necropoli che ancora si stanno scoprendo in queste terre, dall’epoca romana fino a quella medioevale, periodo nel quale Verucchio assurse alla sua gloria più fulgente divenendo la culla dei Malatesta, la famigerata famiglia che assicurò il controllo del territorio di questa regione storica chiamata, dopo il VI secolo, Romània (poi Romagna) ossia “terra romana”, in contrapposizione a Longobardia (da cui Lombardia, cioè “terra longobarda”.
CORIANO
Coriano offre la tranquillità di un paese dell'entroterra e la comodità di essere vicinissimo alla costa, al centro del triangolo formato dalle spiagge di Rimini e Riccione e le torri di San Marino.
Di Coriano si apprezza la bella campagna con i borghi contadini e le case coloniche sparse tra i poderi dove si coltivano il grano e l'ulivo e le ottime vigne che danno alcuni tra i migliori vini romagnoli. Durante l'anno sagre e feste rallegrano ancora di più il paese.
GRADARA
Il Castello di Gradara si trova al confine tra Marche e Romagna e si erge su un colle a 142 m sul livello del mare. Le sale della roccaforte ricordano gli splendori delle famiglie che l’hanno governata, dai Malatesta, agli Sforza, ai Della Rovere, riportando alla luce la romantica e tragica storia fra Paolo e Francesca.
Francesca era figlia del signore di Ravenna Guido che sposò Giovanni, figlio di Malatesta, detto Giangiotto, ma finì con l'innamorarsi di Paolo, fratello di lui nonché suo cognato. E la vicenda si concluse in tragedia con l'uccisione dei due amanti.
Consigliamo di visitare anche il Museo Storico che allestisce strumenti di tortura e armi medioevali oltre che alcune attrezzature contadine risalenti al IV secolo.
Contatti
Se avete delle richieste particolari che non avete trovato, potete richiederle compilando i campi sottostanti, vi risponderemo.